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22 febbraio, 0re 20.00, a cena con l'autore: "Hospiton" PDF Stampa
News ed Eventi

Giovedì 22 febbraio, alle ore 20.00 al Circolo Arci Pisanova, l’Associazione Grazia Deledda e il Circolo Arci Pisanova organizzano l’incontro “A cena con l’autore”. Dopo i saluti di Luigi Branchitta, Presidente del Circolo Pisanova e Giovanni Deias, Presidente dell’Associazione Deledda, il giornalista Tonino Oppes dialogherà con l’autore Vindice Lecis.

Il tutto nell’ambito di una cena con antipasto di formaggi e salumi sardi e la favata sarda, piatto tipico sardo.

La partecipazione è su prenotazione.

 

Di seguito una breve presentazione del libro(Da www.condaghes.com).

Ospitone e i suoi barbaricini, una federazione di popoli in lotta contro il dominio imperiale di Costantinopoli. Sardi dell´interno, legati ai culti pagani ma divisi tra il desiderio di integrazione e collaborazione e la resistenza in nome di antichi valori e della propria libertà.  Ospitone di Alalè, un grande personaggio storico della Sardegna che torna ad avere il suo posto nelle vicende dell´isola pienamente inserita nel grande disegno degli accadimenti dell´Occidente.

In questo romanzo la precisione dei dettagli storici e la ricostruzione fedele dell´epoca - le vicende politiche, i rapporti sociali, la religione, l´arte militare, la vita di servi e signori nelle città e nei villaggi - si alternano all´invenzione narrativa che coinvolge il lettore calandolo pienamente in quell´epoca così intensa e poco conosciuta. Un passaggio travagliato nella grande vicenda del Mediterraneo tra politica, religione, magia, usi e costumi degli antichi sardi.


Sardegna, fine del VI secolo, sotto il dominio dei romani di Costantinopoli. La lunga guerra tra i bizantini e i barbaricini giunge al termine. Il capo di questi ultimi, Ospitone (Hospiton), raggiunge un accordo di pace con il dux Zabarda, accettando di convertirsi al cristianesimo e riconoscendo il potere dell´imperatore Maurizio Tiberio. L´intesa è salutata dal papa Gregorio Magno con una lettera che nel maggio del 594 scrive al capo dei barbaricini esprimendogli gioia e soddisfazione per la conversione e chiedendogli di aiutare l´evangelizzazione del popolo barbaricino, fino a quel momento tra i più pagani dell´Occidente. Prima di questa intesa, o tregua, i romani cercano in tutti i modi di schiacciare la forza dei barbaricini divisi tra accettazione dell´integrazione e costante ribellione al potere imperiale: intrighi, blocco economico, persino il ferimento di Nispeni, la moglie di Hospiton, e il rapimento del figlio Sardo. La pace concede ai barbaricini di non essere strangolati dalla morsa romana, ma una parte di loro, con Assada, giovane e turbolento luogotenente di Hospiton, non accetta fino in fondo quei patti e sceglie la strada dell´ira e della ribellione aperta.